A.N.M.I. COLORNO - PARMA
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20-03-2012
L'Uomo ha abagliato ma non solo lui
Egr Sig Presidente Amm. Paolo Pagnottella,
In riferimento al Suo articolo “Mancò l’etica non la fortuna” non sono propriamente del suo avviso su diversi punti da Lei scritti.
Chi Vi scrive è un Direttore di macchina con circa quarant’anni di servizio dei quali venti di pura direzione e altri quindici come ispettore tecnico al servizio di sole Società di bandiera Italiana.
Premetto che il Comandante in esame ha effettuato una manovra non da marinaio con le conseguenze che tutti conosciamo e che tanti hanno solo sparlato a sproposito e di più, ma queste
Sono solo chiacchiere e tali restano, sono i fatti che contano.
Tornando all’accaduto;
lo squarcio e la roccia incastrata sono sul lato sinistro a poppavia del mezzo nave, significa che chi era al timone si è accorto del pericolo ed ha tentato di evitarlo accostando a dritta, dimenticando che quando si accosta il “pivoting point” (punto di rotazione di virata) non è a centro nave ma quasi sulla prua, quindi la poppa va a sinistra, ed ha portato la nave ad investire lateralmente, la mal destra manovra è anche di aver mollato l'ancora di sinistra per far fare una rapida accostata alla nave è una tecnica che si usa nei pescherecci, non sulle grandi navi, conseguenza ha fatto investire anche il lato dritto della nave in maniera molto più grave dell'impatto contro lo scoglio, causando la perdita della nave con tutto quello che ne è derivato.
Però a favore del Comandante c’è una non labile supposizione che tanti non ha considerato;
Supponiamo che il Comandante dopo aver dato l’ordine di abbandono nave e passato il
comando delle operazioni di abbandono al primo ufficiale si è assentato momentaneamente
dal ponte di comando per espletare a tutte le operazioni che sono previste dal codice della
Navigazione: leggesi articolo 303 del codice della navigazione
Art. 303 - Abbandono della nave in pericolo
Il comandante non può ordinare l’abbandono della nave in pericolo se non dopo esperimento senza risultato dei mezzi suggeriti dall’arte nautica per salvarla, sentito il parere degli ufficiali di coperta o, in mancanza, di due almeno fra i più provetti componenti dell’equipaggio.

IL comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.
Ovvero documentazione importante e segreta che solo il comandante ne è a conoscenza e custodita
esclusivamente nella cassaforte del comandante, questa documentazione particolare è su tutte le
navi mercantili battenti bandiera Italiana.
A questo punto l’inclinazione della nave è già oltre i trenta gradi di sbandamento, quindi impossibile ritornare sia sul ponte di comando che al ponte lance (ponte 4) in quei momenti non si ha molto tempo di reazione o di attesa per prendere altre decisioni, c’è solo una cosa da fare per tutti quelli che si trovano in quella posizione della nave, lasciare la nave in fretta con qualsiasi mezzo altrimenti non c’è scampo, la nave s’inclina sempre di più non lasciando scampo a nessuno ed è quello che è successo per tutti quelli che si son trovati in quella posizione e non sono saltati in mare prima, c’è un dato di fatto che solo un uomo di mare sa e sa, purtroppo che non c’è scampo altri, hai me, no, ed è per questa ragione che il Comandante si trovava, "al momento della fatidica telefonata" sopra il vicino scoglio a dritta nave con l’evacuazione in corso e non al suo posto di Comando.
Il passo che riesuma il Comandante Piero Calamai è a mio avviso solo una nota dolente della nostra marineria in fatto di lettura cinematica del RADAR , perché la collisione della Nostra Andrea Doria con lo Stockholm è solo una errata manovra in quanto il Comandante Calamai credeva di procedere
parallelo alla detta nave “come da Lui dichiarato in aula” ma era in collisione, se due navi sono in collisione il codice prescrive l’accostata a dritta e non a sinistra come lui ordinò.
Questo dimostra che a quei tempi, cosa assurda, il “RADAR” era un giocattolo ad appannaggio del solo Comandante cosa che oggi, grazie alle nuove norme tutti gli ufficiali di coperta devono aver conseguito con esito favorevole il corso "ARPA".
In fatto di abbandono nave, onori all’Uomo e al Comandante che era.
Questo è il mio pensiero leggermente in contrasto al Suo di quello che è successo quella tragica notte davanti l’isola del Giglio.
Con l’occasione inVio le mie Congratulazioni per la Sua Rielezione a Presidente Nazionale
Distintamente Saluto
Cap.D.M. Giuseppe Carraro
Vice Presidente A.N.M.I. Colorno - Parma

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